Cosa proporre nel menu pasquale? Per noi non può mancare il capretto, una pietanza del nostro territorio e della nostra tradizione

Molti ristoranti stanno iniziando a condividere il menu per il giorno di Pasqua. Altri ci stanno lavorando. Insomma: è il momento di parlarne!

Pasqua a più mandate
Prima di parlarvi di quali sono le scelte e le opportunità per il menu pasquale – intendiamo lasciarvi un approfondimento su uno dei prodotti della tradizione, il capretto – vi invitiamo a riflettere su come stanno cambiando le abitudini al consumo nei ristoranti.
Mentre in passato alcune pietanze tradizionali venivano richieste e servite solo nel giorno della festività (che sia Pasqua, Natale, Capodanno), oggi, essendosi sempre più diversificata la modalità di aggregazione e frequentazione dei locali, potrebbe essere interessante valutare di ‘allungare la disponibilità’ di certe proposte, inserendole come fuori carta nei giorni che seguono la festività.
Un appunto importante: è necessario specificare al cliente che si tratta sempre di prodotti freschi, stagionali, preparati con cura e che servirli è una scelta dietro cui si cela un pensiero preciso. Evitate le frasi “mi è rimasto” o “abbiamo ancora…” che danno la percezione di avanzo… ma piuttosto invogliate con: “il capretto di quest’anno era favoloso e abbiamo pensato di riproporlo!”.

Il capretto di tradizione e di territorio
Vi abbiamo già parlato della nostra speciale sezione carne ma dedichiamo uno spazio anche a questo prodotto della tradizione che avete l’opportunità di servire nel vostro ristorante con un privilegio.
Sì perché il capretto che vi fornisce Selezioni Di Gusto viene esclusivamente dall’Alto Adige! È pertanto un prodotto locale, che racconta consuetudini alimentari del territorio, ma è anche sinonimo di una ‘qualità di prossimità’ garantita (lo acquistiamo solo dalla Val Passiria, dove sono rimasti alcuni allevamenti caprini). 



Come saprete, a differenza dell’agnello il capretto si alimenta solo con il latte materno (l’agnello, invece, che è il piccolo della pecora, si nutre ad erba).
Questo è un aspetto da tenere in considerazione perché determinante per il gusto della carne: nonostante gli usi in cucina siano simili, ed entrambi gli animali siano protagonisti di grandi classici regionali, vantano attributi molto diversi.
Il capretto ha un sapore più mite, con note dolci e lattiginose, a differenza dell’agnello che risulta più selvatico, deciso e persistente. Il capretto, tuttavia, per attitudini (è un animale molto attivo) è anche più magro: ne deriva una carne magra, con minor grasso intramuscolare, e pertanto bisogna prestare attenzione alla sua tendenza a seccarsi in cottura. Niente paura: già molti di voi hanno ricette familiari o custodite gelosamente, ma se volete una consulenza siamo a completa disposizione!


La cottura al forno in teglia, con patate e con una buona dose di vino del territorio, è un esempio, ma ci sono tante altre strade percorribili. Ci dice Alessio Botteri, nostro responsabile della macelleria: “Forniamo ala ristorazione il capretto intero, di pezzatura tra i 6 e gli 8 kg. È una referenza che in questi anni si è consolidata nei locali tradizionali ma ha preso piede anche in tante cucine contemporanee dove viene valorizzata con interpretazioni diverse”.
Non dimenticatevi di affiancargli ortaggi di stagione: sarà un trionfo di colori e sapori per il giorno di Pasqua… e non solo!

Per ordinare il capretto contattaci o chiedi al tuo agente di zona!

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